La geografia
del territorio

Posta nella sezione orientale del Trentino, a pochi chilometri dal capoluogo, dalle Dolomiti e dalle vallate dell’Alto Adige, la Valle di Cembra è un lembo appartato di terra ancora poco conosciuta. Raramente citata accanto alle grandi mete turistiche essa tuttavia conserva fattezze proprie tali da contraddistinguerla nettamente da territori ed aree limitrofe.

Un solco profondo, la forra del torrente Avisio, il torrente che nasce dal ghiacciaio della Marmolada, percorrendo prima le Valli di Fassa e Fiemme, la divide in due sponde dai fianchi scoscesi, ammantati di boschi e coltivati a vigneto. Un luogo unico nel suo genere con, da una parte i vigneti terrazzati di Müller Thurgau esposti a sud, e dall’altra, una distesa di boschi interrotti qua e là da grandi macchie rosso porfido, la pietra vulcanica che ha veicolato assieme al vino il nome della Valle in tutto il mondo.

Le alture che si elevano a settentrione sono di modesta altezza, arrotondate dalla forza levigatrice dei ghiacciai del Quaternario, costellate di laghetti, pozze e torbiere, unici e rari relitti di epoche geologiche lontane. Sul fianco meridionale si insinua, da un certo punto in poi, la catena del Lagorai, dalle cime più elevate e frastagliate. Profonde valli laterali si insinuano nel solco principale, torrenti spesso impetuosi incidono antichi depositi morenici dando vita a fenomeni imponenti di erosione: le Piramidi di Terra di Segonzano.

Rassegna müller